BrainfoodBrainfood 2.0 è un’araba fenice, che nasce oggi per così dire dalle ceneri di Brainfood per parlare di traduzioni fatte per vendere, di traduzioni che vendono, di come scrivere per tradurre, di che cosa tradurre e che cosa no: insomma per supportare i nostri clienti, e coloro che vorranno anche solo semplicemente fare un pezzo di strada con noi, nel marketing e nelle vendite in paesi differenti dall’Italia, oppure in Italia di prodotti e servizi provenienti dall’estero.

Che cosa è stato Brainfood? È stata l’estensione naturale del mio libro dedicato all’industria della traduzione e che vide la luce nel lontano 2005; libro che ancora oggi risulta essere l’unico esistente sul tema del marketing delle traduzioni. Anzi mi ascrivo il merito di aver introdotto e diffuso in Italia il sintagma “industria della traduzione”, che oggi è pienamente accettato ma era una novità qualche lustro addietro.

Il blog prese il via il 28 novembre 2009 con un articolo che conteneva alcuni semplici suggerimenti volti a ridurre i costi relativi a testi destinati ad essere tradotti. Dirò incidentalmente che quel giorno è una pietra miliare nella storia digitale di Tesi & testi: avvenne in maniera del tutto casuale, ma quello stesso giorno di dieci anni prima andò online per la prima volta il sito aziendale.

Il blog visse fino a fine 2016, quando un accadimento esterno mi portò a “interrompere le trasmissioni”. Ma in quei sette anni sono successe tante cose, noi abbiamo servito tanti clienti, io ho fatto tanti errori e dunque imparato tanto, e ho tentato di trasmettere un pezzetto della mia esperienza a beneficio di clienti e traduttori.

Poi il mondo – ma guarda un po’! – è cambiato, e la presenza dei social si è fatta massiva e onnipresente. E dunque le regole che valevano qualche anno fa per la vendita di prodotti e servizi oggi non valgono più; o, più precisamente, i principi sono sempre i medesimi, ma gli strumenti e le tecniche sono completamente differenti.

Da oggi dunque esiste Brainfood 2.0, con l’obiettivo di divenire un parlamento, un parlatorio, un luogo di discussione e dibattito sulla traduzione fatta con l’obiettivo di vendere prodotti e servizi, o più in generale di trasportare un contenuto in una lingua differente.