Prima di mezzanotteMi metto dal punto di vista del mio potenziale cliente. Che non conosce me, non sa come lavoro, né sa come lavorano i miei colleghi, né è tenuto a sapere come funziona il mondo dell’industria della traduzione.

Lui vende i suoi prodotti o i suoi servizi, io sono un possibile fornitore; ciascuno fa il suo mestiere e il mondo va avanti. Poi un giorno le nostre strade si incrociano.

Com’è logico e ovvio, nel confronto delle offerte il primo (o comunque tra i primissimi, ma in genere il primo) spartiacque è il prezzo: perché è un concetto univoco, di comprensione immediata e globale. E a me capita più volte di vedere miei preventivi non accettati per questo motivo, più di quanto dopo un quarto di secolo di questo mestiere potrei aspettarmi.

Il solito discorso del guardare un albero e non vedere la foresta. (Beh, anche il fatto che il mondo da un anno a questa parte si è fermato ha il suo peso; ma qui intendo concentrarmi sulla foresta.)

Eppure poi vedi i risultati. Siti con traduzioni che fanno ridere, comunicazioni raffazzonate e che non raggiungono il destinatario. In definitiva sono vendite perse, soldi buttati.

Dov’è stato il risparmio? Qual è stato l’affare? Non sarebbe forse meglio dire, con Jack Walsh,

Dammi quello che è giusto, Eddy, e te lo porterò qui entro venerdì a mezzanotte

?

Non avrebbe più senso partire dalla foresta – la puntualità nelle consegne, la precisione nel servizio, la scelta delle parole chiave più pertinenti ed efficaci – per arrivare dopo, solo dopo, all’albero?